Domande frequenti e casi

Qui trovi le risposte alle domande più comuni sul metodo NeuroHRV, su MedAxis2e sul corso sul paziente complesso, insieme ad alcuni casi clinici sintetici. L’obiettivo è aiutarti a capire se questo percorso è adatto al tuo studio e al tipo di pazienti che segui.

50+ dentisti e osteopati formati con il metodo NeuroHRV
Scopri il metodo NeuroHRV

Metodo NeuroHRV

NeuroHRV: il metodo clinico-digitale del dott. Claudio Boschin per leggere prima il paziente complesso.

NeuroHRV è un metodo clinico-digitale per l’inquadramento del paziente complesso che integra questionario strutturato, HRV, arco gotico digitalizzato e protocolli di gestione della tensione.
Aiuta il clinico a definire il livello di complessità della persona e a scegliere con più lucidità le priorità di intervento.

L’HRV (Heart Rate Variability) misura quanto variano gli intervalli tra un battito cardiaco e l’altro, non solo i bpm.

Questa variabilità riflette come reagisce il sistema nervoso autonomo (stress vs recupero) e ti dice quanto il paziente è “teso” o flessibile prima di intervenire su occlusione o strutture.

In pratica, con una fascia e l’app HRV hai un indicatore oggettivo dello stato autonomico del paziente complesso, senza investire in hardware da 10–20k.

RNO significa Riabilitazione Neuro‑Occlusale: non guarda solo ai denti, ma a come occlusione, muscoli e sistema nervoso lavorano insieme.

Il metodo del dott. Boschin usa MedAxis2per classificare la complessità del paziente, HRV per leggere la risposta del sistema nervoso autonomo e strumenti “light” (come arco gotico digitalizzato) per avere indicazioni funzionali sull’ATM.

Così puoi applicare davvero la RNO in studio, selezionare i “casi rognosi” e ridurre i fallimenti, usando strumenti sostenibili e protocolli codificati.

Il metodo supporta il ragionamento clinico e l’inquadramento funzionale del paziente, fornendo dati e livelli di complessità che guidano le decisioni.

Ha più senso su pazienti con sintomi recidivi, dolore diffuso, risposte imprevedibili ai trattamenti e storia clinica stratificata.

Srumenti NeuroHRV

Gli strumenti NeuroHRV rendono pratico l’inquadramento clinico dei casi difficili.

MedAxis2è una web app che gestisce un questionario a 39 domande e restituisce al clinico un report con livello di complessità e aree critiche del paziente.
Serve per standardizzare l’inquadramento dei casi difficili e documentare meglio il percorso clinico.

Il paziente compila il questionario e riceve un report semplificato, mentre il clinico ha accesso alla lettura completa, ai livelli di complessità e agli indicatori utili per la scelta dei protocolli.

L’HRV fornisce una misura oggettiva dello stato del sistema nervoso autonomo e del livello di tensione del paziente.
I valori aiutano a capire se è opportuno agire subito sulla struttura o se è più prudente abbassare prima la tensione sistemica.

La logica del progetto è usare strumenti digitali e device dal costo sostenibile per uno studio singolo, valorizzando soprattutto il metodo, il questionario e protocolli chiari.

Il corso NeuroHRV

Il corso NeuroHRV del dott. Claudio Boschin porta il metodo in studio con logica, pratica e casi reali.

È utile avere interesse per questi temi e una buona base clinica. Durante il corso vengono spiegati contesto, logica e applicazioni pratiche, con esempi e casi reali.

Ogni edizione è pensata per un gruppo ristretto di circa 5–10 professionisti, per garantire tempo sufficiente a domande, confronti e lavoro sui casi.

Durante il corso lavoriamo già su casi portati dai partecipanti. In base all’interesse del gruppo e al percorso di ciascuno, è possibile valutare forme di affiancamento più avanzate.

I dettagli economici vengono condivisi dopo la candidatura, insieme a modalità di pagamento e scadenze di iscrizione, utilizzando i canali già attivi su neurohrv.it.

Applicazione di NeuroHRV

NeuroHRV aiuta dentisti e osteopati a usare un metodo accessibile nei casi complessi.

Il target principale sono dentisti e gnatologi, ma il metodo si applica anche a osteopati e altri professionisti manuali che lavorano con pazienti complessi e vogliono distinguere meglio tra componente strutturale ed emotiva.

Sì, il metodo nasce proprio per studi che vogliono lavorare su casi difficili con strumenti sostenibili e processi chiari, indipendentemente dalla dimensione della struttura.

L’inquadramento con questionario e primi passaggi è pensato per rientrare nel flusso di prima visita, senza allungare in modo eccessivo i tempi. Con la pratica diventa parte naturale del percorso.

I dettagli economici vengono condivisi dopo la candidatura, insieme a modalità di pagamento e scadenze di iscrizione, utilizzando i canali già attivi su neurohrv.it.

Scenari di utilizzo

Casi clinici in breve

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Caso 1. Paziente con dolore diffuso e storia lunga

Una paziente arriva con dolore mandibolare, cefalee e stanchezza cronica, già vista da diversi colleghi. Il questionario MedAxis2la colloca in un livello di complessità alto con forte componente emotiva; l’HRV conferma un sistema nervoso molto carico. Prima di qualsiasi intervento strutturale si lavora su fitoterapia e gestione della tensione; dopo alcune settimane il quadro sintomatologico è più stabile e l’intervento occlusale risulta più prevedibile.

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Caso 2. Occlusione dubbia e stress elevato

Un paziente arriva per problemi occlusali e sintomi muscolari intermittenti. MedAxis2mostra complessità media, ma HRV e anamnesi indicano un impatto forte dello stress lavorativo. Si imposta un percorso che alterna controlli occlusali mirati e interventi sulla gestione della tensione; il numero di aggiustamenti viene ridotto e il paziente percepisce meglio la logica del percorso.

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Caso 3. Strumenti costosi inutilizzati in studio

Uno studio ha già investito in strumenti digitali avanzati, usati poco per mancanza di un protocollo decisionale chiaro. Inserendo il questionario MedAxis2e i livelli di complessità prima dell’uso degli strumenti, il team decide in quali casi ha senso attivare le misurazioni più complesse e in quali è sufficiente il metodo NeuroHRV di base. In pochi mesi il rapporto tra esami eseguiti e valore clinico percepito migliora e il team ha una guida condivisa per i casi difficili. L’obiettivo è arrivare a un piano di cura più preciso, documentabile e comprensibile anche per il paziente.

Innovazione Clinica Digitale

Hai ancora dubbi?

Se dopo aver letto queste domande e i casi ti riconosci nei problemi descritti, il passo successivo è una breve candidatura. In pochi minuti puoi raccontare che tipo di pazienti segui, quali difficoltà incontri sui casi complessi e capire se il corso e il metodo sono la scelta giusta per il tuo studio.